18 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA

Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani di Acireale
in riferimento a quanto comunicato a mezzo stampa (La Sicilia del 12-01 c.a, e attraverso i Tg delle emittenti locali) da parte dei consiglieri comunali Cicala-Ardita
SI CHIEDONO

1- Come mai la questione inerente l’alienazione dei beni comunali e segnatamente i locali sin ora adibiti a sede degli “ex combattenti e reduci” viene sollevata un mese dopo e fu sollevata in consiglio comunale comunque dopo l’espletazione della gara?
Da parte di chi in qualità di consigliere comunale e quindi in “diritto-dovere” di accedere agli atti amministrativi in anticipo rispetto alla divulgazione degli stessi la cittadinanza acese e con essa l’interesse pubblico meritano un rispetto maggiore.
2- Perché le interrogazioni dei consiglieri Ardita-Cicala non affrontano compiutamente l’aspetto politico della vicenda?
E perché puntare l’indice solo sulla valutazione economica dell’immobile (frutto di logiche che mettono a nudo la distanza tra mercato edilizio reale e parametri tecnici adottati) senza ribadire che il livello culturale, la socialità e la vivibilità di una città si misurano attraverso la presenza di spazi pubblici, case delle associazioni e luoghi adibiti permanentemente alla creatività giovanile?
3- La scelta della giunta Garozzo risponde a logiche di finanza creativa utile a colmare carenze e piccole voragini del bilancio comunale 2007. A ciò si aggiunga la miopia politica delle destre in tema di gestione pubblica del patrimonio collettivo sennonché il suo disinteresse a riscrivere la quotidianità di una cittadina morente.
I consiglieri Cicala-Ardita hanno perso un’altra occasione per dare ruolo e funzione ad una politica alternativa alle scelte di Garozzo e soci e le forze politiche della cosiddetta opposizione a cui fanno riferimento i consiglieri comunali dovrebbero riflettere a fondo.
Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani continueranno dal canto loro a denunciare alla cittadinanza le nefandezze di un intero ceto politico lontano dalle esigenze di Acireale.

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